ESSERE D’AIUTO

Leave a comment
Letture

Lo scrittore Bruce Feiler ritiene che il problema stia proprio in quell’offrirsi di fare qualcosa. Secondo lui ‹‹per quanto possano essere buone le nostre intenzioni, questo atteggiamento sposta la decisione sulla persona che soffre. Anzichè offrirvi di fare qualoca, semplicemente fatelo.››

Se ti sei trovato in difficoltà nella vita, saprai quanto vere sono queste parole.

Viceversa, se hai una persona che credi abbia aiuto fatti avanti … non chiedere se puoi fare qualcosa. Se leggi un bisogno inespresso cerca di esaudirlo. Anche se sbagli il tuo “caro in difficoltà” apprezzerà il gesto e ti si sentirà libero / sereno di chiederti nell’aiutarlo in ciò che effettivamente gli serve.

LE LUCINE DI NATALE

Leave a comment
Pensieri
“Christmas Lights” by Giant Ginkgo is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Non so tu, ma io ho l’impressione che ci sia qualcosa che ‘non va’ nel Natale negli ultimi anni. Ma soprattutto in questo appena passato.

Natale è cominciato già a metà ottobre, con i primi panettoni a scaffale nei supermercati che si mescolavano al materiale dolciario per la festa di Halloween. Festa che, a sua volta, scompare dai radar già il 30 ottobre… lasciando un giorno di “vuoto” comunicativo proprio mentre si svolge.

Da inizio novembre già alcune realtà commerciali hanno mostrato, almeno qui da me, festose decorazioni natalizie. Con temperature sui 20 gradi di massima quando era bel tempo. Il tempo poi scorre, arrivano le luminarie per strada e – infine – sui balconi. Per Santa Lucia, il 13 dicembre, ormai tutti hanno fatto le decorazioni sul balcone ed in casa.

Passa il Natale, passa Capodanno e all’avvicinarsi della Befana (il 6 gennaio) già qualche luce sparisce. Dal 7 gennaio il comune dove vivo ha spento l’illuminazione stradale (quest’anno c’era stato un accordo tra negozianti e Comune, i primi noleggiavano le luce e pagavano installazione e rimozione, il secondo forniva elettricità a sue spese).

Il 9 gennaio sera negli isolati attorno casa eravamo rimasti in 5 a tenere le luci al balcone. Ieri notte anche mia moglie ha deciso di spegnerle per non restare i soli a farlo.

Ci mettiamo alle spalle le cose ad una velocità impressionante. Non ci si riesce a godere il presente… che già è poco quel che ci resta da godere. Perché abbiamo tutti (come società) fretta? Dove dobbiamo andare?

ASFISSÌA

Leave a comment
Pensieri

Primo post dell’anno, dopo qualche giorno di cambiamento cromatico di questo sito. Forse gli cambierò anche il tema, vediamo…

Il tema di oggi è l’impedimento alla meccanica respiratoria di un genitore. Man mano che un figlio cresce, infatti, aumenta il livello di impegno richiesto.
Se prima si trattava soltando della ‘meccanica della cosa’ – prepara il bagnetto, cambia il pannolino, pulisci il biberon, prepara la pappa, lava le robe – man mano che il pargolo cresce aumenta il livello intellettuale della cosa. Si viene letteralmente bombardati da richieste di attenzioni, di gioco, di perché, di cosa, come, dove e quando.

Il che di per sè non è affatto male, perché leggere e scoprire – anzi riscoprire – il mondo, guardare la luce negli occhi di un bambino quando un concetto “fa clic”, acquista un senso è qualcosa di magico e prezioso.

Quello che è meno fantastico è che tutto questo diventa, nei casi di lavoro agile, quarantena, vacanze natalizie, un bombardamento continuo durante le ore di veglia. Non c’è un cambio di contesto, un cambio di ritmo, una sana alternanza tra te e terzi. Ci sei solo tu e lui e la mamma, e i genitori non hanno pause vere perché mollati dal figlio devono occuparsi della casa, del lavoro, della spesa, delle pulizie.

Manca l’aria, uno svago, una vacatio in senso proprio che permetta alla mente di rilassarsi e sgranchirsi stiracchiandosi al sole.

Per carità di Dio, abbiamo scelto noi – con tutte le nostre forze – di vivere questa vita. Quello che non ci aspettavamo era l’intensità della cosa. In special modo dall’inizio della pandemia due secoli fa…

A quarant’otto ore dall’inizio della scuola, con la prospettiva di una ripresa del lavoro agile, vediamo come si evolverà la cosa e se riusciremo ad avere ciascuno (come genitore) almeno un minimo di sollievo … uscire da questa ruota del criceto.

GIROTONDO PER GRETA

Leave a comment
Pensieri

I pezzi sulla scacchiera sono ben confusi, la partita è iniziata da tempo e tu pensi di saper giocare, ma guardi e ti rendi conto che puoi solo provare a raddrizzare il corso degli eventi. E che non è detto tu riesca farlo.

Due film completamente diversi negli ultimi giorni hanno riportato alla mia attenzione gli scacchi e la morte, citando anche in maniera esplicita “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman. Due commedie, dagli intendi dichiaratamente comici.

E la tosse occasionale, un certo affanno nelle camminate veloci, la preoccupazione per me e per le persone che mi sono accanto si stanno mescolando nella mia testa. Di nuovo non sto dormendo benissimo e sono qui a scrivere non so bene cosa, ma sentivo il bisogno di fissare queste impressioni e pubblicarle. Per poi magari tornarci a riflettere a mente fredda e trovare un senso, uno schema logico. Magari una forma compiuta al sentire di un momento.

E mentre chiudo questo post, mi arrivano alle orecchie le note di Girotondo per Greta … e mi pare giusto intitolarlo così e suggellare questo momento di scrittura su questo piano che porta via i pensieri, e mi avvicina al sonno ristoratore.

IL (SECONDO) NATALE FANTASMA

Leave a comment
Istantanee
via Vecteezy

Per il secondo Natale consecutivo si vivono le festività sotto il terrore del contagio.

Mancano pezzi di famiglie alla cena della Vigilia. O al pranzo di Natale … o a quello che vuoi. E pure quando si è li tutti assieme al tavolo c’è sempre uno che si preoccupa di arieggiare la casa, e si sta attenti a non stare troppo vicini o ad abbracciare e baciare il nonno, la nonna, il nipotino…

É un Natale Fantasma, che sotto sotto cova, per noi grandi, un certo grado di inquietudine e preoccupazione. O almeno è cosî che lo sta vivendo un ramo della mia famiglia. Anche tu stai vivendo un momento cosï? E come ti sta facendo sentire?

Io mi sento derubato. Come una sensazione di aver perso un momento che non so se avrò modi di rivivere allo stesso modo. O forse é solo la mia preoccupazione a parlare…