NON SI È MAI VERAMENTE SOLI

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Pensieri

Come nella vignetta, gli ultimi giorni qui non sono stati semplici.

Sono però ad un punto della vita dove SO di essere fortunato e avere affetti e amicizie in grado di accompagnarmi durante un periodo di difficoltà.

Non di meno il dolore rimane tuo e solo tuo, e lì te la devi sbrigare da solo a venirne fuori in qualche modo. Quando il dolore è forte diventi cieco e arrabbiato con il mondo, poi man mano che quello cala ti riallinei con il mondo e le piccole cose tornano a farti sorridere. Bisogna riconoscere in quale fase si è, prendere coscienza delle proprie forze e dei propri obiettivi di “guarigione” in modo che siano realistici e quindi raggiungibili e poi pedalare con forza fino a risalire la china.

Se ti va di culo, dopo un po’ – e tante bestemmie – ce la farai!

HO TE

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Soundtrack ♬

I got you

Back when all my little goals seemed so important
Every pot of gold fill and full of distortion
Heaven was a place still in space not in motion
But soon

I got you
I got everything
I’ve got you
I don’t need nothing
More than you
I got everything
I’ve got you

We went walking through the hills
Tryin’ to pretend that we both know
Maybe if we save up
We can build a little home
But then the hail storm came and yelled
“You need to let go, you’ve got no control. No”

I got you
I got everything
I’ve got you
I don’t need nothing
More than you
I got everything
I’ve got you

This weight’s too much alone
Some days I can’t hold it at all
You take it on for me
When tomorrow’s too much
I’ll carry it all
I’ve got you

And when tomorrow’s too much
I’ll carry it all
I got you

I got you
I got everything
I’ve got you
I don’t need nothing
More than you
I got everything
I’ve got you

Jack Johnson

Tra settembre e novembre 2017 ho affrontato uno dei periodi più difficili della mia vita. Il (mio) mondo era davvero sul baratro, le preoccupazioni insormontabili, ed il mio destino era completamente al di fuori del mio controllo.

Come sempre la musica era tra le cose presenti nella mia vita, e di maggior conforto assieme all’abbraccio di mia moglie, della mia famiglia, dei miei amici … e dei conoscenti che mossi da questi ultimi hanno pregato per noi.

“Ho te” l’ho scoperta per caso, lasciando andare YouTube o Spotify – non ricordo più — nella riproduzione delle canzoni di Jack Johnson (di cui ho già parlato un paio di volte) in quei giorni. E mi ha dato una forza incredibile, e la spinta a credere di potercela fare, quando mi ritrovavo a stringere una manina…

Ieri mi sono ritrovato ad ascoltare questa canzone, e subito sono caduto nel tunnel dei ricordi… e a pensare di voler mettere per iscritto una parte delle sensazioni provate. Ed eccoci qui!

GIUSTO DUE COSINE QUESTA SETTIMANA

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Pensieri

1. una cosa futile

Qualche giorno fa, dopo quasi due mesi dalla pubblicazione del relativo annuncio, quattro ragazzotti sono venuti a prendersi il divano letto IKEA che io e mia moglie abbiamo deciso di regalare.

Nel 2008 è stato il nostro secondo letto nuziale e negli anni successivi il letto in cui in una manciata di occasioni abbiamo ospitato qualche amico e qualche parente.

Senza il divano quella stanza di colpo è diventata vuota, si sentiva l’eco delle nostre parole e mi sono ricordato quando pezzetto dopo pezzetto abbiamo arredato e ‘progettato’ la nostra casa. Quel vuoto mi ha anche fatto pensare a come effettivamente il tempo passa, ti scorre tra le dita, e anche se tu t’illudi di essere sempre lo stesso di fatto sei quell’adulto che regala a dei ragazzi un pezzo di arredo … tu per far spazio a qualcosa di nuovo, loro per usarlo nel locale / appartamento affittato per far caciara con gli amici, e le amiche, d’inverno.

2. una cosa terrificante

Mi è giunta l’email di un “pen friend” canadese di 74 anni, coetaneo di mia madre. Non ricordo più come ci siamo conosciuti on-line (credo all’interno della comunità CentOS) ma negli ultimi diciott’anni abbiamo avuto modo di scriverci spesso. Lui non ha avuto affatto una vita facile. Pochi soldi, etnia caraibica nel profondo Nord degli Stati Uniti e del Canada, omosessuale, sieropositivo, sempre in lotta per sbarcare il lunario, gentilissimo, amante dell’Italia e degli italiani … nonostante nel suo lavoro – customer care di servizi bancari per le carte di credito – spesso si sia scontrato con gente incazzata e maleducata.

Era un po’ di tempo che non ci scrivevamo, fino allo scorso 11 novembre quando mi è arrivata una email dove si parlava di cure innovative per il cancro la in Canada e poi sotto una serie di saluti e ricordi condivisi con lui … culminanti in una sua email, all’origine del tutto e che per qualche motivo NON mi era arrivata prima datata 3 novembre in cui annunciava ai suoi amici di avere solo tre massimo quattro settimane di vita e ci salutava.

Gli ho risposto anche io, e ora son 3 giorni in cui spero e ho al tempo stesso paura mi scriva e risponda. Come ti sentiresti se ti mancassero solo 21 giorni prima di morire? Cosa faresti, cosa correggeresti della vita che stai vivendo?