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2022-05-08, la canzone del mattino

♬ – Darkness

No, l’umore stamattina è abbastanza normale e non triste o particolarmente oscuro. Mi sono però alzato con in testa questo ‘riff’ di basso e batteria dei miei amati Police. Anche l’album è molto particolare e non sempre facile all’ascolto. Ma posso dire di ‘averlo consumato’ negli anni a furia di ascoltarlo…

2022-05-02, la canzone del mattino

♬ – Riders on the Storm

Con un boato, ed una luce, che hanno squarciato il cielo è cominciata questa mattina di maggio. Un temporale di una forza e così ricco di tuoni e lampi proprio sopra la mia testa come da tempo, anni?, non ne vedevo…

I gatti mostrano un certo nervosismo, entrambi sono trovatelli persi / separati dalle proprie nidiate in condizioni come queste. Li conforto con un paio di croccantini premio, e metto su la moka. Buona giornata a tutti…

2022-04-17, la canzone del mattino

♬ – Weird Fishes

È sempre bello vedere come la musica, la grande musica, riesca a stimolare la creatività di altri musicisti che rielaborano le sonorità base e le rendono proprie, pur omaggiandone rispettosamente la radice. I Radiohead non sono nuovi a questi ‘omaggi’. Buon ascolto…

2022-04-12, la canzone del mattino

♬ — HyperBallad

Ascoltando una playlist stamattina tra novità e musica più di nicchia, arriva inaspettata e “potente” Björk nelle mie cuffiette. Che brano, e che stile. È un brano del 1996 (!!!) che suona moderno dopo ventisei anni. Non ha perso nulla della sua carica. Capolavoro. Un vero capolavoro.

La vita che ti immagini

Pubblicato due ore fa sull’account Instagram, questa illustrazione dovrebbe servire come monito, ma anche come incoraggiamento a tutti quelli che fanno sogni per aria, immaginano, tergiversano, aspettano… ma se c’è una cosa che la vita mi ha davvero insegnato è che lei procede per secondo i propri meccanismi, travolgendoti.

Non immaginare una vita, prendi una decisione, rimboccati le maniche, lavora per viverla nonostante le prove che dovrai affrontare.

Ne parlavo anni fa con un amico che aveva iniziato presto una convivenza, e si ritrovava qualche anno dopo circondato da amici che cazzeggiavano nel week-end in cerca di qualcosa da fare, mentre lui metteva su famiglia, in una casa che stava pagando col suo lavoro… per quanto precario fosse. Quanto un giorno, aspettando Godot, ci si girerà indietro a guardare cosa si è fatto del tempo avuto a disposizione staremo lasciando qualcosa di concreto per qualcuno (un tetto, il nostro affetto) o saremo il ricordo di un* tizi* incontrat* per caso una sera in qualche locale, la cui vita ci è del tutto ininfluente?