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IL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI SCHRÖDINGER

Scritto da:

Nicola

Schrödinger, sono ormai certo, non ha mai avuto un gatto in casa.

Non so se è una caratteristica felina universale, oppure se è una peculiarità di entrambi i miei gatti – trovatelli e randagi – adottati ormai qualche anno fa, sta di fatto che sono una quotidiana personificazione dell’indeterminazione.

Prendi stanotte … dopo una giornata abbastanza rovente finalmente dopo la mezzanotte si è alzata una leggera brezza. I rumori della città sono soffici, proviamo a dormire con le finestra aperte. Io non ho sonno, bevo un po’ d’acqua, metto in ordine qualche documento, scrivo due cose veloci sul mio diario digitale (non un blog, ma Day One).

I gatti che dormicchiavano colgono questa mia attività. Prima lo scuro, poi il rosso, si avvicinano stiracchiandosi e strusciandosi sulle mie gambe con tanto di fusa. Il primo addirittura si lancia in un gesto d’affetto mettendosi in piedi per prendere una grattatina sulle orecchie. Mi commuovo e vado a prendergli i croccantini premio (che provoca un appostamento sul tavolo del rosso e un balzo tra i miei piedi dello scuro). Mangiano contenti, bevo un sorso d’acqua, vado sul divano e mi accingo a due coccole.

Ma entrambi se ne vanno panciolle a godersi il fresco sul balcone. Il desiderio di intimità – liberi dalla presenza totalizzante del nostro figlio umano – è passato in second’ordine e … vuoi mettere stare al fresco e origliare le conversazioni dei vicini?

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