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Asfissìa

Scritto da:

Nicola

Primo post dell’anno, dopo qualche giorno di cambiamento cromatico di questo sito. Forse gli cambierò anche il tema, vediamo…

Il tema di oggi è l’impedimento alla meccanica respiratoria di un genitore. Man mano che un figlio cresce, infatti, aumenta il livello di impegno richiesto.
Se prima si trattava soltando della ‘meccanica della cosa’ – prepara il bagnetto, cambia il pannolino, pulisci il biberon, prepara la pappa, lava le robe – man mano che il pargolo cresce aumenta il livello intellettuale della cosa. Si viene letteralmente bombardati da richieste di attenzioni, di gioco, di perché, di cosa, come, dove e quando.

Il che di per sè non è affatto male, perché leggere e scoprire – anzi riscoprire – il mondo, guardare la luce negli occhi di un bambino quando un concetto “fa clic”, acquista un senso è qualcosa di magico e prezioso.

Quello che è meno fantastico è che tutto questo diventa, nei casi di lavoro agile, quarantena, vacanze natalizie, un bombardamento continuo durante le ore di veglia. Non c’è un cambio di contesto, un cambio di ritmo, una sana alternanza tra te e terzi. Ci sei solo tu e lui e la mamma, e i genitori non hanno pause vere perché mollati dal figlio devono occuparsi della casa, del lavoro, della spesa, delle pulizie.

Manca l’aria, uno svago, una vacatio in senso proprio che permetta alla mente di rilassarsi e sgranchirsi stiracchiandosi al sole.

Per carità di Dio, abbiamo scelto noi – con tutte le nostre forze – di vivere questa vita. Quello che non ci aspettavamo era l’intensità della cosa. In special modo dall’inizio della pandemia due secoli fa…

A quarant’otto ore dall’inizio della scuola, con la prospettiva di una ripresa del lavoro agile, vediamo come si evolverà la cosa e se riusciremo ad avere ciascuno (come genitore) almeno un minimo di sollievo … uscire da questa ruota del criceto.

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