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del tenere un(a specie di) diario personale pubblico

Scritto da:

Nicola

L’altro giorno chiedevo ad un amico che legge questo diario cosa ne pensasse di quanto ho pubblicato sinora.

Mi ha risposto da ingegnere qual è, con una risposta secca e precisa:

È una specie di diario, per cui le opinioni altrui sono irrilevanti. A me piace. È il genere di cose che uno posterebbe su FB se non fosse un posto di 💩

E questo mi ha portato a pensare a tre cose.

La prima è di ragionare un po’ sull’affermazione in se e sul suo significato generale. Senz’altro è vero per me che se ci fosse un posto dove confrontarsi con gli amici di questioni ‘personali’ e non con un algoritmo che tutto macina e tutto mercifica, scriverei tante di queste cose li senza prendermi la briga di metter su un post ad-hoc per farlo.

La seconda è quella che anche se ci fosse un posto così, non tutti si metterebbero in gioco in maniera diretta come sto facendo io … vuoi per timidezza, vuoi per incapacità di mettere ‘in linea’ e in maniera adeguata il proprio pensiero ed il proprio sentire. Vuoi per pura e semplice malizia. Conosco decine di persone che osservano e giudicano quanto gli altri pubblicano senza mai esporsi e confrontarsi. Lasciando poi trapelare la loro malizia in mezze parole espresse a voce in contesti totalmente diversi dalla “piattaforma” dove l’altro ha condiviso un momento, un pensiero, un’istantanea del proprio mondo.

La terza cosa è sull’opportunità, per me, di continuare ad espormi e ad esprimermi così. Ormai sono abbastanza grande da aver però capito che scrivere quello che penso è quasi una necessità che ho – chiaramente non su tutto e di tutti i temi della vita — e che farlo in forma pubblica è come una rete che lancio nel mare, sperano di prendere ‘pesci’ che hanno voglia di leggere senza giudicare la persona, ma il sentimento e la sensazione messe sul campo, e magari raccontare a loro volta una parte di sé e confrontarsi.
Per il momento, dunque, andiamo avanti con l’esperimento… siamo entrati nel quarto anno e solo chi vivrà, vedrà!

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