SVEGLIARSI CON UNA RISATA

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Istantanee

Mi sono svegliato alle cinque stamattina.

Ho fatto un sogno buffo, ero probabilmente con quello che ritenevo essere il mio migliore amico ai tempi del liceo, e mi ritrovavo ad un parchetto con quello che è forse il mio migliore amico in questa fase della mia vita. Ad un certo punto tra un fatto e l’altro butto la una battuta al secondo, e ridiamo tutti di gusto (anche se lui rimane un po’ interdetto e allo stesso tempo divertito quanto me dalla battuta a lui rivolta). Ridiamo talmente tanto che ridono per empatia anche delle signore anziane sedute alla panchina vicino alla nostra.

E mi sveglio.

Penso che al secondo amico oggi devo proprio fare una telefonata, è qualche giorno che non ci sentiamo e mi va di sentire come sta.

Ma non riprendo sonno. Nè concentrandomi sul respiro, nè ascoltando una di quelle playlist per il sonno su Spotify che un mesetto fa mi avevano grandemente aiutato, ne meditando un po’. Sono quindi sveglio da prima, smaltisco un po’ di email da leggere, recupero la lettura di qualche post dai blog di amici o conoscenti, scrivo queste quattro righe su queste pagine semplicemente perché mi va. E magari realizzo che è ora di metter su la moka…

2021-12-10, la canzone del mattino

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Soundtrack ♬

All I want is you

Sono un paio di mattine che mi sveglio avendo nella testa brani di Rattle and Hum e The Joshua Tree degli U2. Album che mi hanno accompagnato nei momenti ‘comuni’ con i miei amici ai tempi del liceo.

In particolare mi colpisce sempre alle parole del ritornello che recitano “… all the promises we make From the cradle to the grave” che mi fa pensare a tutto quello che ripromettiamo di essere e di fare nella vita, e che poi per un motivo o per l’altro non riusciamo – o non vogliamo – a mantenere vivo e vero.

NON SI È MAI VERAMENTE SOLI

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Pensieri

Come nella vignetta, gli ultimi giorni qui non sono stati semplici.

Sono però ad un punto della vita dove SO di essere fortunato e avere affetti e amicizie in grado di accompagnarmi durante un periodo di difficoltà.

Non di meno il dolore rimane tuo e solo tuo, e lì te la devi sbrigare da solo a venirne fuori in qualche modo. Quando il dolore è forte diventi cieco e arrabbiato con il mondo, poi man mano che quello cala ti riallinei con il mondo e le piccole cose tornano a farti sorridere. Bisogna riconoscere in quale fase si è, prendere coscienza delle proprie forze e dei propri obiettivi di “guarigione” in modo che siano realistici e quindi raggiungibili e poi pedalare con forza fino a risalire la china.

Se ti va di culo, dopo un po’ – e tante bestemmie – ce la farai!

HO TE

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Soundtrack ♬

I got you

Back when all my little goals seemed so important
Every pot of gold fill and full of distortion
Heaven was a place still in space not in motion
But soon

I got you
I got everything
I’ve got you
I don’t need nothing
More than you
I got everything
I’ve got you

We went walking through the hills
Tryin’ to pretend that we both know
Maybe if we save up
We can build a little home
But then the hail storm came and yelled
“You need to let go, you’ve got no control. No”

I got you
I got everything
I’ve got you
I don’t need nothing
More than you
I got everything
I’ve got you

This weight’s too much alone
Some days I can’t hold it at all
You take it on for me
When tomorrow’s too much
I’ll carry it all
I’ve got you

And when tomorrow’s too much
I’ll carry it all
I got you

I got you
I got everything
I’ve got you
I don’t need nothing
More than you
I got everything
I’ve got you

Jack Johnson

Tra settembre e novembre 2017 ho affrontato uno dei periodi più difficili della mia vita. Il (mio) mondo era davvero sul baratro, le preoccupazioni insormontabili, ed il mio destino era completamente al di fuori del mio controllo.

Come sempre la musica era tra le cose presenti nella mia vita, e di maggior conforto assieme all’abbraccio di mia moglie, della mia famiglia, dei miei amici … e dei conoscenti che mossi da questi ultimi hanno pregato per noi.

“Ho te” l’ho scoperta per caso, lasciando andare YouTube o Spotify – non ricordo più — nella riproduzione delle canzoni di Jack Johnson (di cui ho già parlato un paio di volte) in quei giorni. E mi ha dato una forza incredibile, e la spinta a credere di potercela fare, quando mi ritrovavo a stringere una manina…

Ieri mi sono ritrovato ad ascoltare questa canzone, e subito sono caduto nel tunnel dei ricordi… e a pensare di voler mettere per iscritto una parte delle sensazioni provate. Ed eccoci qui!